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Visualizzazione post con etichetta social network. Mostra tutti i post
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mercoledì 22 luglio 2026

THUMBS STOP

 


La Francia vieta l'accesso ai Social ai minori di 15 anni.
Il provvedimento coraggioso voluto da Macron è il primo in Europa e spero venga adottato da molti altri anche se temo sarà molto difficile bloccare quella che si sta rivelando una vera e propria dipendenza.
Provarci comunque è obbligatorio e, al di là dei divieti, conta molto l'impegno e la convinzione dei genitori.

lunedì 16 febbraio 2026

LIKE DAL SEN FUGGITO ...




Il Dipartimento per la sicurezza interna (DHS) degli USA ha chiesto a Google e a Meta i nomi dei titolari degli account da cui sono stati espressi giudizi negativi verso ICE o favorevoli all'immigrazione irregolare.
Ne dà notizia il New York Times insieme ad altre testate e media importanti.
Non si sa bene cosa potrà succedere a chi avrà cercato di esprimere il proprio parere sperando di essere ancora in un mondo libero, ma di certo ora molti si guarderanno bene dal mettere qualche "like".
L'obiettivo non può essere certo quello di arrestare tutti i dissidenti, ma quello di farli tacere si.
 


 

giovedì 9 gennaio 2025

ALLA CORTE DI RE ARTRUMP


 

Elon Musk li ha capiti da subito, Jeff Bezos non ci ha messo molto e ora anche Zuckerberg si allinea adeguando la sua piattaforma ai gusti del neo Presidente USA. 

Donald Trump non è certo il primo a capire l'importanza del controllo dei media e non sarà mica un caso che loro sono miliardari !

mercoledì 8 gennaio 2025

FACT CHECKING




Anche Zuckenberg sale sul carro di Trump portando in dote la piattaforma META ripulita dal Fact Checking.
Come si sa Trump fin dai tempi di Tweet non ha mai gradito alcuna forma di "fact checking"   e Elon Musk aveva provveduto ad eliminarlo appena diventato padrone di "X".
Non si tratta dell'eliminazione di sistemi di controllo automatico basato su algoritmi più o meno sofisticati che, credo, non sarebbe rimpianto da nessuno, si tratta invece dell'abolizione della verifica      per l'eventuale segnalazione all'utenza di notizie completamente false.
E questo è preoccupante.


 

lunedì 26 agosto 2024

TELEGRAM


 

Pavel Durov, il fondatore di Telegram, è stato arrestato in Francia.
Ancora poco chiare le motivazioni dell'arresto, di certo c'è che la piattaforma di messaggistica con la libertà di diffusione di notizie, vere o false che consente, si presta alle accuse più disparate. 
E' vero che esiste il pericolo di favoreggiamento del terrorismo o di ogni atto illecito o attività criminale come la pedopornografia, il traffico di droga ecc., ma è altrattanto vero che, grazie alla garanzia di anonimato, consente l'aggiramento di ogni tipo di censura facendo circolare notizie scomode anche nei regimi non proprio aperti alla libertà d'informazione.
Curioso che Durov, fuggito dalla Russia per questioni di libertà, venga arrestato in Francia e altrettanto curioso che a protestare di più oggi sia il Regime di Putin!
In realtà non credo ci siano regimi, democratici o meno, che amino l'anonimato ma il motivo è che probabilmente non amano neanche tanto la libertà tout court.. 

martedì 13 agosto 2024

L'INCOGNITA "X"


 



Kamala Harris sembra in vantaggio e Trump confida molto sulla potenza dei Social per recuperare.
In particolare sembra onfidare moloto sull'aiuto del suo amico miliardario Elon Musk che in luogo di un funanziamento promesso di 45 Mil di dollari mensili contribuisce (con meno spesa) alla diffusione di messaggi allarmanti e spesso di fake news sulla sua piattaforma "X".
Di qui a novembre sarà una battaglia senza esclusione di colpi tra la candidata democratica e l'ex Presidente pure con sterategie comunicative completamente diverse che, ad oggi, non permettono di capire con quali gambe andranno a votare gli elettori americani.

lunedì 15 gennaio 2024

SENZA SICURA




Non so a voi ma a me la notizia del probabile suicidio della titolare del locale criticato per i post sui Gay e sui disabili,  mi ha riempito di amarezza.
Post veri o falsi importa poco, temo che spesso non ci si renda conto di quanto i Social, pur essendo uno strumento prezioso per la libertà d'informazione e per la libertà tout court , siano potenzialmenbte delle armi sempre cariche e, quel che è peggio, senza sicura.


domenica 20 novembre 2022

TORNA A CASA DONALD




Il 51% di utenti di Twitter si sono pronunciati positivamente a riguardo del ritorno di Trump "bannato" dalla piattaforma dopo l'assalto a Capitol Hill degli "sciamannati" che avevano tentato di rovescaire l'esito delle elezioni presidenziali.
Trump accoglie con piacere il risultato ma ritiene ancora utile parlare con i suoi elettori attraverso  Truth, la piattaforma da lui creata appositamente.
  Il futuro di Twitter quindi  è ancora incerto,  il tracollo di utenze e investitori, seguito alla sua presa di potere. non deve lasciare tranquillo Elon Musk che, per quanto spregiudicato, qualche dubbio sul ritorno dei 43 miliardi spesi lo deve già avere.

domenica 30 ottobre 2022

IL LAVABO


 

Elon Musk non è nuovo a bizzarrie. L'ultima, quella di prendere possesso del suo ultimo acquisto miliardario portandosi il suo lavabo non l'ho capita anche se, pensandoci bene, potrebbe indicare l'intenzione di fare pulizia nella società dell'uccellino azzurro. Pulizia peraltro già iniziata.

martedì 6 settembre 2022

IL TEMPO PASSA


 

Inesorabile, il tempo passa e il social TIKTOK, frequentato soprattutto dai giovani, ce lo ricorda. 

domenica 10 luglio 2022

TWITTELECTRIC

 


Elon Musk ritira l'offerta pubblica di acquisto per Twitter. Un'offerta talmente costosa e azzardata che ha causato un calo in borsa della sua Tesla ma che ora, se ritirata, rischia di far crollare la traballante piattaforma social che già sperava di potersi ricaricare le batterie ultimamamente un po' scariche.

lunedì 2 maggio 2022

SPACE TWITTER



 
Nessuno sa ancora bene quali sono gli obbiettivi di Elon Musk, proprietario di Tesla e Spacex che vuole avere in controllo assoluto anche di Twitter. 
Di certo si sa che sta per spendere  l'enorme cifra di 44 miliardi di dollari   che oggi, con le attuali performances della pur famosa piattaforma social, sembra molto difficile riuscire a recuperare.

 
 

venerdì 19 novembre 2021

FUGGIAMO DALLA REALTA' (ma è lì che ci aspettano!)



Molti si chiedono cosa ci sia dietro il lancio di Metaverso da parte di FB.
Qualcuno ipotizza un'operazione di lento smarcamento di Zuckerberg dai guai della sua creatura che resta ancora la gallina dalle uova d'oro ma a molti non sembrano più fresche. 
E' più  facile però che l'idea di puntare, oltre che al metodo di  raccolta e vendita  informazioni che lo ha reso ricco, anche sulla Realtà Virtuale e sulla Realtà Aumentata, sia dettata dalla voglia di allargamento del suo impero  mediante l'occupazione di  un territorio che immagina molto fertile in futuro.
E non solo per i proventi della vendita dell'hardware.

sabato 6 novembre 2021

METAVERSO



Nasce META, non ancora sulle ceneri di Facebook che sta dimostrando un po' di stanchezza ma che ancora come piattaforma di raccolta dati funziona benissimo.
Promette meraviglie e magari le farà anche ma probabilmente riuscirà a profilarvi sempre più precisamente perchè i vostri dati, i vostri consumi, le vostre amicizie,  continueranno ad essere il vero combustibile anche nel Metaverso.

martedì 5 ottobre 2021

IL BLOCCO DI FACEBOOK

 


 Avremo tutto il tempo per parlare delle elezioni, oggi è bene riflettere sul crash che ieri ha interessato la galassia di Facebook. 
Ancora non accertate le cause che hanno messo in crisi tre delle più note piattaforme social vale a dire Facebook, Whatsapp e Instagram e se è probabile che non dipenda da un evento doloso non si può certo escludere.
Il blocco di ieri ha reso più evidente quanto queste piattaforme stiano diventando critiche non solo per  le relazioni interpersonali ma quanto sia pericoloso che tutta l'informazione, l'economia, la sicurezza stia velocemente passando nelle mani e  sotto il controllo esclusivo delle Big Tech private in feroce concorrenza tra di loro. 

 


venerdì 20 agosto 2021

FACEBURQA

 


 
Sono milioni i cittadini afghani che stanno cercando di eliminare i loro profili dalle piattaforme digitali dei Social  in quanto fonte pericolosa per rivelare o semplicemente per essere sospettati di aver collaborato con gli occidentali.
Facebook ha già bloccato i contenuti "talebani" sulle proprie applicazioni e sta lavorando per facilitare chi vuole "nascondersi" con un semplice click.


  

martedì 17 agosto 2021

TWEEEET !



 Mentre Facebook mette al bando i talebani Twitter  e Youtube non la seguono. Una scelta diversa tesa sicuramente allo stesso scopo nell'attesa di capire se saranno i talebani a mettere al bando la libera informazione o se, come sembra dalle prime dichiarazioni, vorranno instaurare un regime moderato.

mercoledì 7 luglio 2021

SESTO POTERE



La baruffa mediatica scatenata dallo scambio di tweets tra la Ferragni/Fedez e Matteo Renzi in merito alle rispettive posizioni sul ddl ZAN, apre in realtà una discussione sul peso degli "influencer" nella formazione dell'opinione pubblica e su quanto questo peso possa incidere sulle decisioni del Parlamento e sulle posizioni dei singoli Partiti.
Ai quali, oltre naturalmente alla sorte della Legge sui diritti delle minoranze LGBT, interessa molto capire quanto e come  i milioni di like si possono trasformare non solo in vendita di prodotti ma anche in voti.
 

domenica 21 febbraio 2021

INDIETRO TUTTA


 

Effetto boomerang prontamente verificato. L'autochiusura di Facebook in Australia per protestare contro la legge che impone il pagamento delle news da parte dei grandi Social Network, non si è rivelata una mossa indovinata. Immediato l'aumento degli accessi a Twitter e agli altri Social.

venerdì 19 febbraio 2021

NON ESISTONO NEWS GRATIS


 
So bene che la necessità di tutelare la libertà di stampa e di informazione è essenziale tuttavia temo che
la pretesa delle piattaforme social di non pagare le fonti delle notizie che pubblicano sia volta a tutelare più i propri guadagni. Quella di non retribuire  adeguatamente il diritto d'autore, di fatto a non riconoscerlo, è una delle cause della crisi dei giornali e, peggio, della sparizione della buona informazione a favore della spazzatura.
Ora il fronte viene rotto da Google che ha raggiunto un accordo in Australia con l'Editore Murdoch a cui riconoscerà il pagamento per le notizie che veicolerà sulla propria piattaforma.
Immediata risposta di Facebook che ha oscurato qualunque tipo di news diffuso sul territorio australiano ma che, visto dove siamo è proprio il caso di dirlo, rischia di essere un boomerang.