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mercoledì 18 dicembre 2024

L'ORA DELLA PAPPA

 


Sta affermandosi il "must" della necessità di sempre maggiori spese in armamenti. 
Gli arsenali sono stati svuotati grazie ai numerosi conflitti in corso  che, anche dovessero fermarsi, sono comunque serviti per smaltire le scorte obsolete o in scadenza. 
Ora c'è l'opportunità di rinnovare l'apparato bellico con le preziose indicazioni  fornite dai test "in corpore vivo".
So già che molti sono su posizioni diverse dalle mie (e non solo per quanto riguarda le armi) ma pazienza, io preferisco ribadire la mia contrarietà all'antico slogan del "si vis pacem..." anche perché credo che molti la pace mica la vogliano e poi  perché mi piacerebbe di più che almeno si iniziasse con  riempire i granai.
 

venerdì 6 settembre 2024

CERNOBBIO 2024

 

Ma veramente il problema più grosso per l'Italia è la penosa e pur preoccupante vicenda Sangiuliano?

Purtroppo  credo che, nonostante le dimissioni, sarà ancora lunga ma, per archiviarla in fretta, proviamo a cambiare punto di vista, magari adottando quello Mattarella a Cernobbio.

mercoledì 14 agosto 2024

SCORIE




L'uso dell'arma nucleare è sempre minacciato, ma la paura di non poter essere esenti dai suoi effetti negativi sembra funzionare effettivamente.
 Mi sorprende però la facilità con cui vengono stanziati (sarebbe meglio dire stampati) nuovi fondi per finanziare l'acquisto e l'utilizzo di armamenti tradizionali senza la minima proccupazione (non dico per le vittime che sarebbe pretendere troppo)  per chi dovrà smaltire per anni le scorie d'inflazione che si sta producendo.
Forse, ma mi auguro qualche osservazione di esperti della materia, si punta tutto sul PIL che sarà generato dalla prossima ricostruzione.
Un beneficio destinato però solo ai superstiti che abbiano voglia di lavorare!
 

lunedì 27 maggio 2024

APPELLO AL BUON SENSO

  


Per il Ponte di Messina non solo si prevede un'enorme crescita dei costi di progettazione e realizzazione, ma l'aumento dell'attività vulcanica nella faglia che passa proprio da quelle parti non sembra molto rassicurante.
E' una decisione molto dura da prendere, soprattutto per chi ci ha puntato parecchio in termini elettorali, ma non sarebbe proprio il caso di lasciar perdere? 

mercoledì 30 marzo 2022

INTANTO AL QUIRINALE...



Draghi da Mattarella per informarlo sul pericolo di crisi dovuto alla possibile bocciatura dell'adeguamento del nostro contributo alla NATO come richiesto da Biden. E' probabile che si parli anche del fatto che la crisi Ucraina faccia svanire l'aumento previsto del nostro PIL già azzerato per la pandemia. 

martedì 1 settembre 2020

IL RIMBALZO


 

Mi fido abbastanza di Gualtieri come Ministro delle Finanze, spero che sia bravo anche oltre che con la chitarra anche come palleggiatore visto che non credo che  il rimbalzo del PIL, su cui fa conto, sarà abbastanza alto.

venerdì 24 aprile 2020

CHECK-UP


La piccola schiarita che sta arrivando sul fronte dei finanziamenti europei non deve distogliere l'attenzione dalla malattia con la quale l'Italia combatte da più tempo della COVID19.


sabato 3 agosto 2019

L' OTTIMISTAT


Il rapporto Svimez   prevede un'impietosa e ossimorica "crescita zero" per il 2019.
Provvidenziale e tempestiva sembra a proposito  la decisione dell'Istat di modificare il metodo di calcolo del PIL in occasione dell’approvazione del nuovo documento di politica economica adottando una modalità di previsione più ottimistica.

domenica 28 aprile 2019

TITANIT


Domani l'Istat diffonderà la sua stima preliminare del PIL  nel primo trimestre 2019.
Anche se fosse confermata la crescita dello 0,2% la situazione non sarebbe comunque rosea visto che per ridurre il debito pubblico, non già in assoluto ma almeno in percentuale sul PIL, occorrerebbe una crescita a due cifre.
Traguardo irraggiungibile a breve è vero, ma almeno una piccola correzione di rotta andrebbe fatta.

martedì 2 aprile 2019

LA MANCATA CRESCITA

 

Temo che la preoccupazione di difendere le proprie promesse elettorali distolga un po' troppo l'attenzione dei due vice Presidenti del Consiglio dal più urgente problema della mancata crescita del nostro Paese sollevato molto opportunamente dal Ministro Tria.


mercoledì 12 dicembre 2018

BRAVO !, SETTE PIU'


Vero che l'Italia ha un Debito Pubblico del 130%, vero che invece di farlo diminuire come promesso con l'adesione al Fiscal Compact è continuato ad aumentare, vero che in questa situazione non è stato molto furbo ingaggiare un braccio di ferro con Bruxelles per poi fare una difficile  manovra in retromarcia.
Vero tutto, ma a me Moscovici  fa anche ricordare il vecchio e ironico tormentone lanciato da due giovanissimi Cochi e Renato giusto giusto 50 anni fa (vedi qui )

lunedì 1 ottobre 2018

LA CRESCITA


Oggi il Ministro Tria porta all'esame dell'Eurogruppo la bozza del DEF.
Tenterà di convincere il Commissario Moscovici non tanto dell'utilità di un deficit al 2,4% quanto della contemporanea possibilità di crescita del nostro PIL.
Questa in verità sarebbe l'unica condizione necessaria per giustificare lo sfondamento ma che, secondo l'altro Ministro Savona, dovrebbe raggiungere almeno il 3%.
Auguri.

mercoledì 29 agosto 2018

IL GOVERNO



Impegnati per cercare di mantenere le promesse elettorali ( il Capo non ha problemi chè non è stato eletto) ognuno dei due vice tende a dimenticare (o a far dimenticare?) che il problema più grosso del Paese è il Debito Pubblico e la poca probabilità di crescita del PIL.
Per fortuna (o sarà opera dello Spirito Santo) nella celeste formula di Governo a tre spunta ogni tanto il Ministro Tria saldamente ancorato a terra.

giovedì 9 marzo 2017

POVERO PIL


Sperare di ridurre il valore assoluto del nostro Debito Pubblico attraverso riduzione degli sprechi e il recupero dell'evasione sarebbe un'illusione persino se diventassimo improvvisamente virtuosi.
L'unica strada è quella di ridurne la percentuale sul PIL facendo crescere quest'ultimo con grosse dosi di lavoro publico e privato, con meno mance ma sostanziosi aumenti salariali per le classi lavoratrici sostenuti da più lungimiranza e minore avidità di profitti immediati della classe imprenditoriale.

lunedì 27 giugno 2016

TERRA TERRA


Sorpresa, l'Istat comunica che il PIL italiano è in leggerissima ripresa ma solo grazie all'aumento del settore agricolo del mezzogiorno. Dovremo darci tutti all'agricoltura? Forse basterebbe lo facesse la classe dirigente.

sabato 6 febbraio 2016

SANREMO 2016


Ha un bel cantare Padoan a Bruxelles, ma la canzone è chiaramente un motivo già riproposto più volte in Europa.
L'unico sistema per abbassare il rapporto Debito Pubblico/PIL non è la speranza di ridurre il Debito Pubblico (chè in realtà in termini assoluti è anche accettabile che aumenti) quanto l'esigenza di fare aumentare il PIL. Cosa che pare non stia avvenendo nel modo previsto.
E per questo le tanto enfatizzate riforme costituzionali, elettorali, della famiglia e i roboanti bonus non servono per migliorare gli accordi comunitari e a non farci fischiare.
Qualche taglio agli sprechi, alle rendite parassitarie, alla corruzione va bene ma in primis occorre il LAVORO, quello vero, quello che produce beni materiali d'avanguardia e quello che serve a migliorare i servizi e l'ambiente. 

venerdì 15 agosto 2014

LA SALUTE DELL'EURO


L'Euro forte, figlio della salute dell'economia tedesca sembra però che ne stia compromettendo anche le esportazioni e di conseguenza anche il PIL. Sarà però solo la moneta unica ad aver bisogno di qualche "cura" ?

(votabile su CARTOONMOVEMENT)

mercoledì 6 agosto 2014

L'ANTIPANICO


Le sconsolanti stime dell'ISTAT sulla decrescita del PIL gettano nel panico il Governo.
Convocato d'urgenza il comandante Schettino a palazzo Chigi.

giovedì 22 maggio 2014

PRODOTTO INTERNO LUBRICO


La decisione dell'Eurostat di considerare anche la prostituzione e il traffico di droga nella valutazione del PIL sta provocando scandalo  ma tapparsi gli occhi di fronte alla realtà a me sembra molto ipocrita anche perchè, ad esempio, il lavoro nero peraltro è da tempo già compreso nel calcolo del prodotto interno lordo di tutti i paesi.
La politica monetaria è inevitabilmente legata alla quantità di ricchezza in circolazione e finchè questa verrà misurata dal PIL quanto sopra sarà cinico ma inevitabile.
Probabilmente si dovrebbe iniziare a misurarla su parametri più qualitativi che quantitativi ma
oggi purtroppo è ancora utopia.

lunedì 6 gennaio 2014

EPIFANIA


Saccomanni promette che il 2014 vedrà finalmente una sostanziosa riduzione del carico fiscale.
Un po' troppe in verità le condizioni favorevoli che si dovrebbero verificare per mantenere la promessa. La fantomatica riduzione della spesa pubblica, il mitico recupero dell'evasione la crescita dell'economia non ci resta di sperare che siano nella calza del prossimo anno.