La crisi innescata dalla guerra e dalla conseguente immaginabile chiusura dello stretto di Hormuz rivela tutte le criticità della transizione energetica.
Considerata strategica per la UE ma mai perseguita con una reale convinzione e con gli investimenti necessari a velocizzare il più possibile se non l'impossibile abbandono delle fonti fossili a renderle meno strategiche in tempi brevi.
Si scopre ora che, lungi da stare per esaurirsi, sono ancora abbondanti e insostituibili ma soprattutto fonte di enormi guadagni che il green deal non può garantire se non in tempi lunghi.
Certo inquinano e modificano il clima, ma con le minacce in corso chi pensa ai tempi lunghi?





























