L'emendamento che prevede un premio agli avvocati "difensori" delle persone colpite dal provvedimento di espulsione se l'espulsione va a "buon" fine è tanto illegittimo che fa dubitare sulla reale voglia di tornare al proprio paese dei "remigranti" come l'ipocrita neologismo vorrebbe far intendere.
C'era e c'è ancora il termine di "espulsione" che andrebbe benissimo se adottato con tutte le garanzie legali e costituzionali necessarie a sgombrare i provvedimenti dal sospetto di razzismo.
Ed è questo che probabilmente preoccupa il Quirinale.





























