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Visualizzazione post con etichetta LIBIA. Mostra tutti i post
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giovedì 6 novembre 2025

LA TOPPA DI NORDIO

 


La reazione del Governo alla notizia dell'arresto di Almasri in Libia è la classica toppa peggiore del buco.
Anche in questo caso la fretta si dimostra una cattiva consigliera.
Se veramente si sapeva dell'imminente arresto del generale per conto delle autorità libiche non era il caso di trattenerlo qui, magari ai domiciliari, per poi spedirglielo con calma ?
E non certo con un volo di Stato.

sabato 17 maggio 2025

DALLA PADELLA ALLA BRACE


 

Pare che il cuoco stellato Donald Trump stia preparando una nuova ricetta.
Fonti molto informate hanno rivelato che l'Amministrazione Trump ha già preparato un piano per il trasferimento di un milione di palestinesi dalla Striscia di Gaza alla Libia.
Persone che poi, eventualmente non soddisfatte del clima potranno comodamente  tentare di attraversare il Mediterraneo, essere imbarcati sulle motovedette italiane e raggiungere finalmente quell'Albania che pare tutta l'Europa stia individuando come modello per la sistemazione dei migranti.
 


venerdì 31 gennaio 2025

IL DUBBIO AMLETICO DI NORDIO


 

Tutti si chiedono se l'avviso di garanzia inviato alla Meloni sia stato veramente un atto procedurale obbligatorio ovvero un po' forzato dal clima di contrapposizione di questo Governo con  la Magistratura.
Pochi se la fretta con cui Nordio ha frettolosamente facilitato il ritorno a casa di Almasri se fosse un atto dovuto o un atto voluto. 
Probabilmente voluto perché dovuto.

mercoledì 29 gennaio 2025

UMANITA', QUESTA SCONOSCIUTA

  

 
L'avviso di garanzia inviato alla Presidente del Consiglio e ai Ministri Piantedosi, Mantovano e Nordio è  solo un atto dovuto ma sicuramente è destinato a non far spegnere velocemente il caso del generale libico Almasri.
L'Italia, come tutti i paesi che hanno aderito alla Corte Penale Internazionale, avrebbe dovuto arrestarlo per consentire di processarlo  e ogni "scusa", campata su cavilli o più concretamente dovuta a interessi siano pure "ragion di stato", di fronte ai crimini di cui è accusato non dovrebbe essere tollerata. 
A meno di essere ricattabili. 


venerdì 24 gennaio 2025

LA PATATA BOLLENTE





Questa Corte Penale Internazionale ci sta proprio stretta.
Pochi giorni fa il Ministro Tajani ha dichiarato di non voler osservare l'eventuale mandato di cattura di Netanyahu.
L'altro ieri il Ministro Piantedosi ha fatto a gara con il Ministro Nordio in una gara di arrampicata sugli specchi per giustificare l'accompagnamento veloce in Libia, con un Falcon di Stato, del comandante Najeem Osema Almasri Habish,  arrestato  perché ricercato come criminale colpevole di atti contro l'umanità, ma rilasciato perché pericoloso!
 Questo signore è accusato di essere il responsabile del traffico indecente di migranti e del loro "trattamento" inumano, ma evidentemente abbiamo scoperto in ritardo che è anche una pedina importante del famoso "Piano Mattei" per cui occorreva chiudere un occhio.
Bisogna dire che non siamo gli unici ad aver chiuso un occhio visto che  ha girato per l'Europa indisturbato, però peggio di così noi non potevamo fare.
C'é un limite all'ipocrisia di ignorare per la "Ragion di Stato" i valori morali di cui ci vantiamo?
Il limite è che di occhi ne abbiamo solo due, poi si va a sbattere.  

domenica 29 gennaio 2023

IN RISTAMPA


 

Concluso un importante accordo con la Libia per la fornitura futura di gas. Oltre a 8 miliardi di investimenti di ENI nel pacchetto è compreso il dono di 14 motovedette per la Guardia Costiera Libica impegnata a riportare nei campi di contenimento e a riconsegnare nelle mani degli scafisti  gli sventurati migranti.
Un classico del buonismo italiano.

venerdì 2 luglio 2021

CONTENIMENTO DI CORSA



Motovedetta libica (regalata dall'Italia) insegue e spara ad un barcone carico di migranti.
Perchè tanta indignazione? Non è forse quello che, come per la Turchia, in fondo gli abbiamo chiesto di fare?
Ai Corsari, al tempo di Elisabetta I, veniva ufficialmente rilasciata una "lettera di corsa" che li autorizzava a compiere qualunque pirateria a favore della Corona,  oggi basta qualche regalo e il classico "aumm aumm", che qui nel Mediterraneo tutti capiscono.


venerdì 25 giugno 2021

EUROMANETTE.


 
Draghi ci ha provato ma il problema dei migranti per l'Unione Europea è un muro di gomma.
Nessuna apertura verso un minimo criterio di ripartizione, nessuna idea nuova e coraggiosa per affrontare uno dei problemi mondiali più importanti. 
Solo il classico e miope  ricorso alla monetizzazione per poter continuare (per poco) la politica ipocrita dell' occhio non vede-cuore non duole. 
Con una spesa non proprio trascurabile di diversi miliardi destinata a foraggiare un "contenimento" non proprio umanitario.

mercoledì 7 aprile 2021

MOHAMMARIO


 

Rapida visita di Draghi a Tripoli giusto il tempo per riscoprire il ruolo essenziale della Libia nel "salvataggio dei migranti". Forse con una punta di nostalgia per Gheddafi che della gestione del tacito contenimento ne aveva fatto il perno dei rapporti quasi esclusivi e fraterni con l'Italia.

giovedì 17 dicembre 2020

A CANOSSA


 
Piovono critiche sul fatto che da Haftar ci siano andati il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Esteri invece di lasciare tutto ai Servizi Segreti senza considerare che questa faccenda di segreto aveva ben poco e che  il riscatto chiesto era proprio un riconoscimento politico.
In questo caso concordo con la Bonino: "se fosse stato necessario ci sarei andata anche in dieci" ma non c'è dubbio che questa piccola vittoria di Haftar la dobbiamo non tanto al nostro poco peso politico quanto all'ambiguità internazionale con cui viene gestita la questione libica.
 
 


mercoledì 29 luglio 2020

L'OLFATTO QUOTIDIANO


Che poi non tutti sono ammalati, molti la puzza (tipo quella della Libia, dei banchi di Scuola, dei paradisi fiscali ecc. ecc.)  la sentono, ma così si può anche far finta di niente.

lunedì 17 febbraio 2020

EMBARGO O IMBARCO ?


L'embargo sulle armi alla Libia è "una barzelletta".
Questa è l'impietosa impressione di Stepanie Williams,  inviato speciale delle Nazioni Unite, intervenuta a Monaco nella riunione dei Paesi impegnati nel processo di Pacificazione della Libia, dopo aver constatato le numerose violazioni al divieto di esportazione di armi che tutti d'accordo avevano precedentemente stabilito.
Trattasi di un "qui pro quo"  o di un "quid pro quo"?

martedì 14 gennaio 2020

E IL CANE ?


In Libia  per il momento tiene la tregua in qualche modo imposta da Putin e Erdogan a Sarraj e Haftar.
Speriamo che si arrivi alla Conferenza di Berlino, organizzata dalla Merkel, senza che le armi abbiano ripreso a funzionare.
Dopo, se tutto va bene, è possibile che si possa arrivare ad una cessazione delle ostilità con una  separazione più o meno consensuale tra i due ma, come in tutte le separazioni,  con la problematica divisione dei beni.

lunedì 13 gennaio 2020

ZITTI A MOSCA


A Mosca l'officiante Putin non riesce a far scambiare un concreto segno di pace tra Sarraj e Haftar che non si vogliono nemmeno parlare.
Per il momento c'è solo una tregua armata in attesa della conferenza  di Berlino.

giovedì 9 gennaio 2020

UN-KNOWN Al Sarraj, chi era costui?

Al Sarraj è il legittimo titolare del governo di Tripoli riconosciuto dall'ONU.Bene ma allora perchè quasi tutti cercano di salire sul carro del generale Haftar prima di un pronunciamento delle Nazioni Unite?
L'Italia rischia di restare, con la scomoda compagnia di Erdogan, l'unico membro della UE a difendere questa posizione, non so se per  calcolo o per  ingenuità ma una volta tanto potremmo risultare più seri degli altri.


lunedì 6 gennaio 2020

EPIFANIA LIBICA


Il  Cartoon Home Network International mi chiede un'interpretazione del coinvolgimento delle parti nell'attuale conflitto libico.
Ho cercato di capire qualcosa nell'intreccio di interessi in gioco, perlomeno quelli più chiari ma confesso che per me l'impresa non è stata facile.
Di certo so che quello di Al Sarraj è per il momento  il governo riconosciuto dall'ONU e quindi in teoria anche dalla UE che però non si pronuncia mentre la Francia appoggia il generale Haftar insieme all'Arabia Saudita. Erdogan invece sta per mandare truppe turche in aiuto a Tripoli. 
Di Maio temporeggia... intanto, pensa, "non mi chiamo mica Pasquale". 

venerdì 3 gennaio 2020

UNA LEGGE FONDAMENTALE


Con l'ufficiale intervento della Turchia si aggrava la questione in Libia. Difficile destreggiarsi tra l'appoggio al Governo riconosciuto dall'ONU di Al Sarraj e l'offensiva del generale Haftar sostenuto tra l'altro dalla Francia che vorrebbe con molto piacere contrastare i nostri interessi energetici nel silenzio pesante della UE.
A Roma intanto viene approvata la legge per la circolazione dei monopattini, ci aiuterà a muoverci meglio nel traffico?

lunedì 11 novembre 2019

PIGGHIALU PIGGHIALU



Il Sunday Times of Malta svela che ad avvistare i migranti ed a segnalarli alla Guardia Costiera Libica per riportarli  nei centri di detenzione ci pensano da più di un anno le Forze Armate Maltesi in forza ad un accordo tra le parti..
Anche Alarm Phone, la ONG che segnala le barche in difficoltà nel Mediterraneo, denuncia un’intesa che “impedisce alle persone di fuggire da una zona di guerra violando  le convenzioni internazionali per i diritti umani".
Fonti del governo Maltese, interpellate dal giornale, hanno tra l'altro giustificato l'intesa sostenendo che è stata fatta sul modello italiano, quello Minniti non quello Modugno.

domenica 3 novembre 2019

MEMORANDUM LIBIA


A un giorno dalla scadenza dell'accordo siglato con il governo Libico nel 2017 per la "gestione" dei migranti,  il Governo ha ufficialmente comunicato l'intenzione di ridiscuterlo.
Per il momento  quindi andrà avanti come stabilito dagli accordi originali siglati da Minniti e secondo gli altri accordi  intervenuti nel frattempo tra le parti  opportunamente segretati come si può leggere qui sull' Avvenire, .
Che la minaccia dell' "invasione"  sia un ricatto che vale un tesoro lo hanno capito tutti, meno che la UE.

martedì 23 luglio 2019

ASSENTI INGIUSTIFICATI



Disertare il vertice di Parigi in cui si discuteva del necessario superamento del Dublino 3 non è stata proprio una bella mossa. Certo, era organizzato da Macron che proprio simpatico non è, ma era proprio l'occasione buona per metterlo davanti alle sue responsabilità e ai comportamenti non esattamente amichevoli della Francia in materia di solidarietà europea.
Peraltro la soluzione prospettata ha poche alternative nell'immediato e spingere per le più ampie garanzie circa il ricollocamento in Europa dei migranti era essenziale; come pure mettere sul tavolo la necessaria coerenza dell'Unione per le politiche di "aiuto" nei paesi d'origine.
Gli assenti come si sa hanno sempre torto.