Già è scandaloso che la pena di morte venga eseguita dopo 30 di reclusione, ma che dopo la strardinaria sopravvivenza di Christa Pike anche alla seconda iniezione di pentobarbital, nel Tenessee si stia ancora discutendo se proseguire ad libitum con questo "piano terapeutico", quando già il primo tentativo era di troppo, è un segno non degno di un paese civile.

Nessun commento:
Posta un commento