Due giorni fa si è celebrata la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa. Non so quanto servano queste "giornate" se non a riflettere sul fatto che normalmente ricordano dei sani princìpi ideali puntualmente ignorati o disattesi nel mondo reale.
Cade giusto per ricordare che l'Italia, a questo proposito, è scesa negli ultimi anni nella classifica dei paesi "virtuosi" dal quarantanovesimo al cinquantaseiesimo posto con la magra consolazione che gli USA sono scesi al sessantanovesimo posto.
La progressiva eliminazione della libertà di stampa è una caratteristica dei sistemi autoritari non sembrerebbe quindi dell'Italia che però, guardando le misure bavaglio già operanti e peggio quelle proposte relative alle multe sproporzionate per la pubblicazione di notizie e atti segreti, sembra stia preparandosi.
So già che qualcuno anche in buona fede osserverà: "ma perché volerli pubblicare se sono segreti ?"
E in fondo potrebbe aver ragione, dice un vecchio adagio "meno sai e meglio stai".
Cade giusto per ricordare che l'Italia, a questo proposito, è scesa negli ultimi anni nella classifica dei paesi "virtuosi" dal quarantanovesimo al cinquantaseiesimo posto con la magra consolazione che gli USA sono scesi al sessantanovesimo posto.
La progressiva eliminazione della libertà di stampa è una caratteristica dei sistemi autoritari non sembrerebbe quindi dell'Italia che però, guardando le misure bavaglio già operanti e peggio quelle proposte relative alle multe sproporzionate per la pubblicazione di notizie e atti segreti, sembra stia preparandosi.
So già che qualcuno anche in buona fede osserverà: "ma perché volerli pubblicare se sono segreti ?"
E in fondo potrebbe aver ragione, dice un vecchio adagio "meno sai e meglio stai".

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