Gli USA "graziano" la pasta italiana e invece dell'aumento del 91,74% dei dazi previsto dal primo gennaio lo rimandano al 2027 e nel frattempo applicheranno misure variabili a seconda dei produttori.
Quello che non si capisce bene dai diversi comunicati è se le nuove misure variabili previste saranno un dazio tecnico "antidumping", che si sommerà al dazio già attivo del 15% concordato con la UE, ovvero lo sostituirà integralmente.
Quello che non si capisce bene dai diversi comunicati è se le nuove misure variabili previste saranno un dazio tecnico "antidumping", che si sommerà al dazio già attivo del 15% concordato con la UE, ovvero lo sostituirà integralmente.
Una notizia comunque positiva per chi temeva di dover affrontare da gennaio 2026 un dazio complessivo del 107% salutata con gran soddisfazione per ragioni politiche della Farnesina e probabilmente, per motivi culinari, da molti consumatori americani.
